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Nelson
Machado è un compositore e chitarrista paulista che vive
prevalentemente a Bologna, ed è con piacere che salutiamo questa sua
ultima prova discografica, scritta interamente a quattro mani con Léo
Nogueira, che gode di un’eleganza e una qualità superiore alla media
dei prodotti di pari ambizioni che ci capita di ascoltare. Nelson,
sapiente officiante di innumerevoli serate live nei migliori locali
jazz di Bologna, dimostra con questo disco un infallibile gusto
melodico, sostenuto da arrangiamenti raffinati e comunicativi. Il
lavoro si apre con un nervosa bossa nova, “Quem sabe, Sampa”, ulteriore
omaggio alla città di origine di Nelson, nel solco di Adoniran Barbosa,
Paulo Vanzolini e Caetano Veloso. Il brano seguente, “Liquidação”, è un
delizioso samba memore della lezione di Noel Rosa, e di tutti quei
grandi sambisti che hanno avuto la missione di usare il samba come
contenitore di argute riflessioni sulla vita e, in particolare,
sull’eterna dialettica uomo-donna. Si cambia ancora genere con il baião
“Latomia”, di intenso lirismo. Il brano successivo, “Estojo”, gode del
dialogo intimista con il flauto di Paulinho Oliveira. Subito dopo il
disco propone uno dei vertici assoluti del disco, “Estações”, una bossa
nova che forse non sfigurerebbe con i classici del genere, e comunque
all’altezza delle cose migliori che si producono oggi da ambo i lati
dell’Atlantico. Il ritmo accelera decisamente con “E aì”, un samba
caratterizzato da un delizioso arrangiamento dei fiati, oltre che dalla
ormai solita ghiotta linea melodica. La puntata seguente è “Desce da
bananiera, Neném”, di chiaro sapore nordestino, introdotto dalla viola
caipira suonata da Dino Barioni, ci introduce a”De Letra”, uno chorinho
colmo di argute metafore calcistico-amorose. Le riflessioni sulla vita
continuano, appoggiate su una materia musicale molto più rarefatta,
anche nel brano seguente “O Caos e o Amor”, caratterizzato dal dialogo
tra il pianoforte e la chitarra jazzy suonata da Dino Barioni. Si torna
verso atmosfere nordestine con il successivo “Superman”, amara
riflessione, benché musicalmente allegra, su un bambino, che diventa
archetipo di tutti i suoi coetanei brasiliani che avrebbero potuto
essere chiunque, ma che sono costretti dalle note dinamiche
socioeconomiche a vivere, e a morire, per strada. Mauro Montalbani |
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