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Il Resto del Carlino - 20/06/1998 Il Brasile sta sulla corda I suoni caldi ed avvolgenti di Chico Buarque de Hollanda. Tom Jobim, Gilberto Gil, insomma i mostri sacri della musica latino-americana rivivono nei locali bolognesi (Cantina Bentivoglio, Ruvido, Bravo Caffé, Praga Caffé) grazie alla verve interpretativa di Nelson Machado, giovane cantante e chitarrista paulista che da anni ha eletto la città delle due torri a sua seconda patria. "È stata una scelta di vita di cui non mi pento affatto - spiega il musicista - : la città è tra le più fertili d'Europa sul piano della produzione musicale e la gente è calda al punto da non farmi sentire più di tanto la saudade".Cos'altro l'ha indotta a trasferirsi in Italia? “Il fatto d'aver scoperto di poter diventare un bravo interprete della musica del mio paese. Rapito dalle suggestioni del flamenco sono stato in Spagna per affinare le mie conoscenze al riguardo. Poi è stata la volta dell'Italia e di Bologna in particolare: ero affascinato dalI’idea di poter vivere in una città dalle grandi tradizioni musicali. Ma è stata proprio la lontananza dal Brasile a farmi sentire questa attrazione fatale per la musica carioca. Sono tornato nella mia terra d'origine per migliorare da un punto dI vista strumentale e per trarre nuove ispirazioni. Così ho suonato con diversi musicisti di fama. Un'esperienza estremamente formativa”. Tanto da stimolarla a un nuovo confronto con gli esigenti musicomani bolognesi. Gian Aldo Traversi |
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